Ormai, per un motivo o per l’altro, questo social network e sulla bocca di tutti, giovani e adulti. Molti hanno provato a spiegare le ragioni del boom di iscrizioni e della diffusione planetario ma pochi sanno che…Dietro il faccino simpatico del suo autore si cella una vera e propria macchina di soldi e potere. Pensate che sparo delle minchiate? Ok, leggete questo articolo (in inglese, qui la traduzione in italiano) pubblicato circa un anno fa dal giornale inglese The Guardian.
Oltre a questo ogni giorno ne sentiamo una nuova:
- “creato un gruppo di amicizia che mostra ragazze ubriache e quasi nude…” (fonte)
- “hacker attaccano Facebook…” (fonte)
- “apologia di mafia diventa reato su Facebook…” (fonte e fonte)
- tante altre che è inutile inserire qui ma che potete cercare online con Google
Beh, io ho deciso di non iscrivermi, di non seguire questa moda ma sopratutto di non fornire i miei dati personali a qualsiasi sconosciuto (chi di voi mi conosce sa che di solito uso il mio nome vero per le traduzioni e qui sul blog ma fornire anche altri dati sensibili non mi sembra il caso). A tal proposito vi viene in mente la risposta di una stagista di 18 anni che lavora in azienda:
io: sai che su Facebook riescono a sapere tutti i tuoi dati, i tuoi gusti, cosa fai, dove sei, etc, etc, etc
lei: e chi se ne frega della privacy, ormai ci sono tutti su feisbuk…
Poi pero ci lamentiamo se qualcuno ci telefona a casa offrendoci un abbonamento a Sky o l’ADSL senza canone e chi chiediamo come hanno preso i nostri dati.
Eh sì, bei tempi quando si usava ICQ e si chattava in tranquillo anonimato (potevi essere chiunque e fare degli ottimi scherzi agli amici spacciandoti per la “super figona” di turno
)










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